Idea per una lettera · Dalla nascita ai 6 mesi
Scrivi una riga per ogni notte difficile
Sembra l'ultima cosa che vuoi fare alle tre del mattino. Ma è la fase che sparisce più in fretta dalla memoria, e quella che più vale aver messo per iscritto.
Registrare ciò che è difficile è comunque registrare
La capsula tende a conservare solo il bello, e un archivio fatto solo di sorrisi è una mezza verità. Le notti in bianco dei primi mesi sono la parte della storia che le foto non raccontano, e che nessuno riesce a ricostruire dopo, perché la stanchezza cancella la memoria stessa.
Una riga, e basta
Non è un diario. È una riga, scritta al buio, senza rileggere. "Terza notte di fila sveglio. 4:12. Si è addormentata sul mio petto e io no." Basta questo, ed è più forte di un paragrafo ben scritto il mese dopo.
A chi serve
- A te, fra due anni, quando tutto questo sarà diventato nebbia.
- A lei, adulta, per capire quanto è costato e quanto è valso.
- A qualcun altro in famiglia che sta passando la stessa cosa e crede di essere l'unico a sentirsi così.
Niente di tutto questo è una lamentela
Scrivere che è stato duro non toglie l'amore alla frase. Le due cose stanno nella stessa notte, e il racconto è più vero quando compaiono entrambe. Se un giorno ti sembrerà che una riga sia andata troppo in là, è tua: si può cancellare.
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Filma l'ordinario
Il bagnetto, la poppata, la strada di casa. Nessuno filma l'ordinario perché sembra che debba durare per sempre, ed è l'ordinario che sparisce senza avvisare.
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L'odore della testa, il rumore che fa mentre mangia, il modo in cui stringe un dito. Sono le cose che spariscono per prime dalla memoria. Basta una frase.
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